Scheda Artistica

    Nato a Ceglie Messapica ha compiuto gli studi classici al “Liceo Parificato al Trionfale” di Roma. Di formazione artistica autodidatta, sin da giovanissimo ha sperimentato varie forme di arte, dalla musica alla poesia, dove ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti. Negli anni '70 approda alla pittura e alla scultura.
    Risiede ed opera a Ceglie Messapica dove collabora con diverse associazioni culturali.
    Come vignettista è collaboratore del periodico locale "l'Idea". In occasione della “40 Coppa Messapica”, ha organizzato la collettiva di Pittura e Scultura "II Ciclismo nell'Arte", realizzandone il manifesto e una litografia per l'annullo postale e, su commissione della Pro Loco, ha realizzato l'opera pittorica "II Record" donata al campione del mondo Francesco Moser. Ha collaborato alla realizzazione del manifesto e cartolina con annullo postale del “35° Presepe Artistico Grotte di Montevicoli”. Ha inoltre collaborato a vari manifesti per il programma di “Ceglie-Estate” e “Dicembre Musicale”, organizzati dall'Amministrazione Comunale.
    Numerosi i premi e riconoscimenti conseguiti: “Premio Città di Brindisi”, “Trofeo Oscar Puglia”, due volte il 1° Premio al Concorso “L’uomo e il suo Tempo”, Medaglia d’argento “Benemerenza 1995”, Medaglia d’oro e coppa “Biennale di Venezia”, 1° Premio al Concorso “Pensieri del 2° Millennio”, Tre volte il 1° Premio al “Concorso Internazionale Oggi Futuro”, 1° Premio al “Trofeo Città di Lecce”, 1° premio al “Great Contemporary Painters”, Titolo di Cavaliere dell’Arte, titolo di “Erede di De Chirico” a Novara, titolo di Maestro d’Arte, assegnato dal Centro Universitario Accademia di Francia, membro dell’Accademia Internazionale dei Micenei di Reggio Calabria, dell’Accademia Greci-Marino di Vercelli e del Fiorino.
    Ha esposto a Ceglie Messapica, Ostuni, Locorotondo, Martina Franca, Lecce, Galatina, Modugno, Bari, La Spezia, Fiuggi, Montecatini Terme, Limone sul Garda, Piacenza, Ferrara, Reggio Calabria, Fiera di Forlì, Salsomaggiore, Sanremo, Milano, Roma, Bologna.
    Si sono interessati di lui i critici: Alemanno, Cracas, Amodio, Tanelli, Perdicaro, Belgiovine Scatigna-Minghetti, Falossi, Argelier, Pasolino, Baldassarre, Conenna.
    Le sue opere si trovano in numerose collezioni private di diversi Stati Europei ed Americani.
    Ha pubblicato due libri di poesie: “Proscenio Bianco di Calce” e “Rossi di Oleandro”, che sono un viaggio nostalgico nel passato di una civiltà contadina carica di musica e di estenuante lavoro della sua terra.

 

 

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"...Un'artista che vive il suo mondo nelle fluttuanti composizioni ricche di fermento pittorico. Il segno della sua realtà nel ricordo profondo di colori accesi, violenti e materici, una testimonianza di giudizi creativi, cariche di aspettative ed in attesa di accadimenti del divenire pittorico..."

Alfredo Pasolino

 

 

"...Opera nell'ambito del figurativo trasfigurando con lirica intonazione la realtà che infonde nella sua sensibilità vivissime emozioni. Le sue opere sono caratterizzate da una calda intonazione cromatica, che lascia emergere le forme in una dimensione poetica ricca di fascino e di memorie, dove si colgono valori di semplicità e di bellezza, spirituali e non, straordinariamente fusi nell'armonia della composizione..."

Salvatore Perdicaro

 

 

"...Le opere grafiche fondamentalmente senza una forma definita sono in rapporto con la natura, la cui forza generatrice è simbiotica con quella della presenza umana. In effetti, Pino Santoro materializza una condizione ideale, popolandola di sogni e di macchie informali plasmatiche con movimento ameboide, che si muovono a guisa di uno scontro di energie, dunque, incontaminate allusive di cariche vitali, attraverso le quali si possono trovare rispondenze, se non allegoriche, almeno emblematiche della ricerca del caos primigenio. Di un mondo sospeso tra realtà e fantasia, la cui rappresentazione richiede consapevolezza, sensibilità e misura..."

Alfredo Pasolino

 

 

"...Il linguaggio pittorico di Pino Santoro è direttamente correlato ad una viva emozionalità, stimolata da una visione poetica della realtà circostante. L'atteggiamento con cui artista si pone di fronte alle cose è orientato ad una enucleazione di memorie e di valori insiti nel tessuto sociale ed ambientale in cui si muove la sua indagine, al fine di rendere palesi i tratti salienti d'una realtà fisica, che sottende una immanente presenza umana. Luoghi, vicende e protagonisti di storie quotidiane della sua terra sono evocati in una nitida e suggestiva raffigurazione, strutturata in un tessuto cromatico denso e affascinante, dove prevalgono calde tonalità in un dialettico alternarsi di luci ed ombre, che danno vibrazioni ai sentimenti che Santoro infonde nel suo lirico narrare..."

Vito Cracas

 

 

...È abbastanza sorprendente l'effetto: hai l'impressione di essere precipitato nel grande buio splendente. Su una figurazione destinata ad agire dinamicamente nello spazio che scandisce l'essenza di un linguaggio simbolista-concreto, per fissare un luogo della memoria, una tensione emotiva in dialogo di un'arte-azione, già nodo di raccordo tra il nucleo dell'essere e la compagine dimensionale nell'ambito dell'antropologia globale teorizzata nel figurativo cosmico.Pino Santoro vive su un medium trasparente, la pittura, mai legata in maniera narcisistica alla propria identità, né votata a secernere un'immagine di sé, ma teso ad assolvere pienamente alla funzione, volutamente di eliminare la suddivisione tra spettatore e spazio scenico, con attento interèsse alla vibrazione della luce. Solo emozionalmente come gioco e dramma delle tensioni psicoemotive dell'autore. Uno specchio acceso in una stanza buia, per ispirarsi usa l'esperienza estatica. Un viaggio a ritroso nel tempo della memoria, del sogno del segno e del simbolo, l'avventura di un tuffo nella felicità attesa, per estraniarsi dal mondo reale, troppo distante dalla sua sensibilità, attraverso felici espressioni dell'immagine, dove ambiente e segreta identità dell'uomo si identificano...

Alfredo Pasolino

 

 

Quella tra Pino Santoro e l’arte è una storia d’amore intessuta di attese e di speranze ma anche di delusioni e di disincanti. Ma è un rapporto che nonostante tutto continua e si vivifica perché è sincero ed appassionato e per ciò stesso, solido e pertinace, in quanto tra il pittore, i suoi soggetti e la sua tavolozza esiste un sotterraneo filo conduttore che li avvolge dipanandosi lungo una memoria che possiede la malinconia delle cose che sono state e la forza di vivificarla per ciascuno di noi che leggiamo una sua tela, una sua opera grafica. Sono i colori pugliesi che predominano: forti, violenti ma, al tempo stesso incantati, teneri, di una tenerezza lirica e maliosa che, comunque, non risulta mai svenevole. Non è la sua, una ricerca del tempo perduto e quindi enfatizzata, bensì una raffigurazione che è desiderio, attesa che il segno, i colori si facciano poesia, impersonino un sogno per andare al di là, anche se solo per un attimo, di una realtà che può essere nuda, che può risultare cruda, ma che vale la pena di essere sempre vissuta. Questo è l’invito che rivolge Pino Santoro con le sue composizioni pittoriche e noi abbiamo il dovere di ascoltarne il messaggio che, certamente non ci condurrà su strade pericolose ma attraverso sentieri che posseggono il crisma dell’autentico impegno.

Gaetano Scatigna Minghetti

 

 

Da sensibile simbolismo, la pittura di Pino Santoro trapassa dall'immaginario di natura all'espressionismo astratto, con un comune leit motiv: simmetrie geometriche della luce si convertono straordinariamente in impulsi, linee e accordi cromatici, secondo una sintassi creativa originale, per un'orchestrazione di simboli e di intuizioni condensati in fantastiche modulazioni dei segni. Ovvero, il gioco, la sorpresa, l'azione, la teatralizzazione del sentimento.
Linguaggio figurativo di un artista potente, visionario, che usa l'espressività del colore e lo splendore quasi metafisico della scrittura, per realizzare un'opera carica di desiderio e di pathos. Lo stile mai esitante, tra astrazione geometrica e figurazione nella successione di fermenti poetici di automatismo casuale che serve a raffigurare ogni tipo di movimento, anche quello sotterraneo, intimo, del render sensibile la vita interiore della linea e del colore, come psicologia di un batticuore.

Alfredo Pasolino

 

 

"...Pino Santoro è un Artista poliedrico che spazia con estrema facilità dall'astatto al figurativo. L'opera pubblicata è un ottimo esempio della sua peculiarità artistica, frutto di un omaggio al figurativo sacrale riprodotto in chiave personale. Gli intrecci di luce cosmica ne rendono preziosa la visione molecolare e astrale dell'opera. E' un intenso rapporto cromatico frutto dell'esistenza emotiva di questo Artista,sensibile alla cultura di Arte come bellezza, e autore di espressioni coloristiche con scansioni luminose ed efficaci, volte ad un racconto di poesia intimistica velata da soffi di mistero custoditi nella sua anima..."

"...E una fase dialogativa di grande effetto intimistico, risolta nelle opere di quest'artista, attento alle percezioni della sua anima. Egli riesce con innata poesia a significarne le figure, gli oggetti, in simbiosi con le immagini incantate dei suoi sfondi misteriosi. Pino Santoro descrive con esatta fedeltà emotiva tutta la sapienza della sua bravura tecnica, indagando fra le gesta di una pittura simbolica con toccanti espressioni di tenerezza poetica..."

Mariarosaria Belgiovine

 

 

"...Pittore e Poeta motivato da alti valori morali, crea figurazioni pittoriche ed ambientazioni liriche di autentica e toccante espressività. Santoro dipinge visioni, rese materiche con la tecnica degli olii che meglio si prestano alle intense variazioni di colore ed alle luminosità. Con queste prerogative, l'Artista esalta la propria ispirazione, sostenuta da impianti figurativi ricchi di particolari effetti prospettici. Nature, angoli di antichi casolari, figure e volti, sono il risultato di un mistico accostamento alla realtà vissuta senza inquinamenti e senza forti problematiche, se non quella di una intima speranza di pace e di fede, nel contesto di una pur velata serenità. I soggenti, rimanendo motivi della fertile fantasia, si collocano anche come note di una delicata ed autentica poesia interiore..."

Michele Alemanno

 

 

"...Evidente la ricerca di un punto di fusione e di equilibrio dei grandi e spesso inconciliabili dualismi che ispirano l'attività umana. Immanente e trascendente, dilemma irrisolto, antico quanto l'uomo, è uno dei temi che non si rassegna a lasciare senza risposta. Convinto assertore dell'idea che l'arte è il punto d'incontro tra il mondo razionale ed una dimensione interiore metarazionale, egli sostiene che essa possa dare un contributo alla soluzione del grande quesito. Le sue sculture modellate nella pietra carsica cegliese sono il risultato riuscito di una simbiosi tra intervento della natura e dell'artista..."

Pino Santoro



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